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Tipi di Resistenze

Resistenza ad impasto

E’ uno dei primi resistori realizzati, e la loro realizzazione consisteva nell’impastare del carbone, talco e argilla legati insieme da resine fenoliche in diverse proporzioni, a seconda del valore di resistenza che si voleva ottenere. Si agiva sulla resistività per mantenere di uguali dimensioni il componente, altrimenti un resistrore da 10 ohm sarebbe risultato 100 volte più piccolo rispetto ad uno di 1000 ohm.

Questa è oramai una tecnica praticamente abbandonata, poichè le resistenze ottenute da essa risultano poco adattabili alle più moderne applicazioni, soprattutto se parliamo di circuiti a radiofrequenza quali radio, televisori o sistemi di trasmissione dati.

Resistenza a Filo

Le resistenze a filo è una dei diversi modelli di resistenze che si possono trovare in commercio, e si distinguono da quelle a carbone per vari aspetti:
  • hanno maggiori dimensioni del corpo e materiali diversi, infatti per la loro realizzazione si usa spesso la ceramica, essendo un ottimo materiale, buon isolante e buon diffusore di calore;
  • il loro valore ohmnico viene sempre stampato sul loro corpo;
  • esistono principalmente di basso valore ohmnico, perché sono classificate come “resistenze di potenza”;
Per decifrare quindi il loro valore ohmnico, è essenziale leggere sul loro corpo le lettere stampigliate, facendo molta attenzione alla lettera R o omega Ω.
Se questa lettera viene inserita davanti al numero, ad esempio R5 (5Ω) questa è da considerarsi una resistenza da 0.5ohm, mentre se si trova tra due numeri, ad esempio 4R7, è da considerarsi da 4.7ohm.
Di seguito troverete indicato anche il valore della potenza, espessa in Watt, con il simbolo W, che sta ad indicare la potenza massima cui può essere sottoposta quella resistenza.
Principalmente  questi tipi di resistori, si differenziano dagli altri solo per le  potenze di rottura molto più elevate, il principio di funzionamento  rimane sempre lo stesso, come per tutti i tipi di resistori.

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