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Definizione Resistenza Elettrica o Resistore

La resistenza elettrica è un componente fondamentale in ogni tipo di circuito elettrico. E’ il primo e più semplice componente che si incontra quando ci si avvicina per la prima volta al mondo dell’elettronica.

Questa ha un compito molto importante, ossia quello di limitare il flusso di corrente elettrica all’interno di un ramo alimentato da una tensione. In poche parole, con il termine resistenza si descrive quella forza fisica che si oppone al passaggio della corrente elettrica in un materiale semiconduttore, quando essa viene sottoposta ad una tensione.

Questa forza fisica può variare a seconda  di molte caratteristiche, come ad esempio il materiale con cui è  realizzata, la potenza che riesce a sviluppare, le sue dimensioni e soprattutto dalla sua temperatura di esercizio. (La potenza di una  resistenza è anche legata alla sua dimensione fisica.)
Infatti, a causa di una tensione, gli elettroni sono costretti a mettersi in  movimento lungo un cavo conduttore, incontrando una forza fisica che ne ostacola il passaggio, in primo luogo attribuito al materiale con cui è  stato fabbricato il conduttore.

Ci sono diversi tipi di materiali che  vengono usati per la fabbricazione delle resistenze, a seconda delle  loro caratteristiche conduttive; ad esempio oro ed argento sono ottimi  conduttori di elettricità, il rame è un buon conduttore, mentre lo  zinco, buon conduttore anch’esso, presenta dei piccoli svantaggi  rispetto ad altri materiali.

In fase di progettazione di un  circuito elettronico, bisogna sempre tenere conto di questi  fattori (calore, dimensioni e potenza), chiamato “dimensionamento” del circuito, il quale ne determina la durata nel tempo.  E’ molto importante quindi dosare il flusso della corrente elettrica in un circuito, sia per controllare il flusso della corrente stessa, sia per  bloccare eventuali sbalzi di corrente che possano danneggiare il  circuito.

Unità di misura e metodi di misurazione:

L’unità di misura delle resistenze prende il nome di “ohm” indicato dalla lettera Ω “omega”, che deve il proprio nome allo scienziato tedesco Georg Simon Ohm e dal quale ne deriva la famosa “Legge di Ohm”.

Nell’immagine di fianco raffigurata, si può osservare il suo simbolo  circuitale ed una tipica resistenza al carbone. Solitamente in elettronica si fa uso di resistenze di valore elevato che superano alcune migliaia di ohm, assumendo di conseguenza valori che sono multipli dell’ohm, come il Kiloohm – Megaohm. La misura delle resistenza si effettua in diversi metodi, mediante uno  strumento chiamato multimetro o tester, selezionando la relativa  funzione di ohmmetro, oppure imparando a decifare le fascie colorate  stampigliate sul loro corpo. Questi tipi di resistenze, con il valore  espresso in colori, è solitamente associato alle resistenze al carbone, mentre per le altre, ad esempio le resitenze a filo, il loro valore è  espresso in cifre stampate sul loro corpo.

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